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Pietra del cansiglio

Da circa una decina di anni Uberti Marmi, da sempre attenta all'utilizzo delle pietre bellunesi, ha riscoperto e valorizzato l'antica Pietra del Cansiglio, estratta fin da epoca romana nella cava di Prandorola in comune di Tambre d'Alpago, un bel calcare di colore bianco avorio con puntinature color nocciola, ed oggi estratta a pochi chilometri dal sito originario nel cava di Pianon, sempre in comune di Tambre d'Alpago, la pietra è anche nota con il nome di Pietra bianca di Pianon.

La Pietra del Cansiglio è un materiale non gelivo (non teme il freddo, il gelo e non manifesta alterazioni in presenza di forti escursioni termiche) con buone caratteristiche maccaniche e di lavorabilità, adatta all'utilizzo esterno (pavimentazioni, scale, davanzali, riquadri di porte e finestre, fontane e monumenti, arte funeraria e sculture), essendo una pietra di colore chiaro acquista con il tempo una patina naturale che tende leggermente ad ingrigirla, questo fenomeno è del tutto naturale e non altera minimamente le caretteristiche del materiale, anzi ne evidenzia lo spirito vivo, ed il suo adattamento per una durata praticamente eterna. Naturalmente mantenere il colore candido del materiale è possibile con idonei trattamenti impermeabilizzanti ed antimacchia (ecologici). Ma è nell'utilizzo interno che offre il meglio delle sue caratteristiche cromatiche, il suo colore caldo e luminoso, l'uniformità del materiale sobriamente donano a qualsiasi ambiente, moderno o rustico un'atmosfera rilassante ed autentica (pavimentazioni, scale, complementi d'arredo, caminetti, piani cucina, lavabi, vasi e ciotole), è inoltre particolarmente indicata nell'utilizzo in ambienti umidi per il basso coefficiente di assorbimento d'acqua (pavimentazioni, rivestimenti di bagni, piscine, saune e bagni turchi, vasche a massello).

La Pietra del Cansiglio è inoltre fonte di carbonato di calcio puro, è per questo utilizzata, una volta polverizzata, nell'industria alimentare e farmaceutica, oltre che come componente per la realizzazione di coloranti, vernici e materie plastiche.
La molteplicità di utilizzi in vari ambiti industriali valorizza ancor maggiormente questa pietra figlia della geologia bellunese, bella esteticamente e ricca interiormente.
La Pietra del Cansiglio è un materiale atossico, naturale ed ecologico, privo di contaminazioni chimiche ed industriali, la sua filiera di lavorazione a un impatto inquinante sul territorio praticamente nullo, rispetta sicuramente l'anima ecologica che il suo stesso nome evoca, rimandando alle verdi distese della Foresta del Cansiglio.

Storia

La Pietra del Cansiglio, era già conosciuta in epoca romana, nel periodo imperiale veniva estratta nell'antica cava di Prandarola, nel bosco del Cansiglio in comune di Tambre.
Era particolarmente apprezzata oltre che per il colore chiaro (i materiali bianchi erano utilizzati per opere di particolare valore e valenza) per la facile lavorabilità nell'incisione e nella scultura, oltre che naturalmente per la "comoda" reperibilità dei grossi blocchi erranti depositati dai ghiacci e concentrati in quasta zona della Foresta del Cansiglio.

Sono ricordati come manufatti in Pietra bianca del Cansiglio il sarcofago architettonico di Gaio Flavio Ostilio Sertoriano (prima metà del III sec. d.C.) oggi conservato nel loggiato di Palazzo Crepadona a Belluno, rinvenuto nel 1480 durante i lavori per le fondazioni della chiesa di Santo Stefano, interessanti basi per statue dedicate a illustri personaggi della società romana, oltre a iscrizioni onorarie, votive e funerarie oggi ospitati sotto il loggiato del palazzo del Collegio dei Giuristi, sede del museo civico della città di Belluno.
Meritano una menzione anche i numerosi cippi e are votive, lapidi e frammenti di monumenti funerari oggi conservati nell'androne di palazzo Miari Fulcis (Auditorium) in p.zza Duomo a Belluno.
Numerosi sono i cippi confinari in Pietra del Cansiglio ritrovati su tutto il territorio bellunese, utilizzati per l'appunto per la centuriazione della Val Belluna.

Altra storia è quella dei cippi confinari realizzati dalla Republicca di Venezia (1550 – 1795) su massi in Pietra del Cansiglio per delimitare la foresta del Cansiglio, sottratta alle comunità locali, per lo sfruttamento dei suoi faggi per la costruzione dei remi da galea.
Gli stessi cippi furono utilizzati sempre con scopi confinari durante il regno lombardo veneto (1820) aggiungendovi delle scritte.
Nel 1866 il Veneto e con esso il bosco del Cansiglio vennero annessi al Regno d'Italia fu cosi che nel 1874-1875 vennero realizzati dei nuovi cippi confinari in Pietra del Cansiglio con forma a tronco di piramide per delimitare la foresta demaniale.
Nel primo dopoguerra ci fu un tentativo di utilizzare in modo intensivo la cava di Prandarola anche con esportazioni in America, di questo periodo è anche la sede della cassa di risparmio di Belluno in p.zza dei Martiri, alcuni anni più tardi venne scavato del materiale per la realizzazione di opere quali la stazione ferroviaria di Treviso e altre opere fuori zona (Pordenone, Vittorio Veneto).
La particolare collocazione nel bosco demaniale e quindi la difficoltà di estrazione non le assicurarono la fortuna che ebbe in epoca romana, negli anni la cava di Prandarola fu definitivamente abbandonata.

Oggi la Pietra del Cansiglio è estratta a pochi chilometri di distanza nel cava Col delle Fratte a Pianon (comune di Tambre d' Alpago), sfruttando il conoide di detrito che scende dal monte Guslon, sotto al quale si trovano enormi blocchi trasportati dal ghiacciaio nel corso di migliaia di anni (massi erranti).
La Pietra di Pianon si presenta praticamente identica all'antica sorella di Prandarola, con una tessitura da fine a media, un bel colore bianco avorio, con la presenza di puntinature color bruno - nocciola che contribuiscono a dare una tonalità più calda e morbida a questo calcare sedimentario completamente composto da fossili (biosparite).
Si è voluto perpetrare il nome di Pietra del Cansiglio con l'auspicio che questa bella pietra detta anche "canterina" possa risvegliare in noi la conoscenza del passato, una "sedimentazione" della storia su cui saldamente possa svilupparsi un stile moderno, tecnologico e sicuramente ecologico.

Sacrica brochure

Altipiano del Cansiglio

terra della pietra del cansiglio

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